E’ giunto il momento di fare il bilancio di questa manifestazione.
Purtroppo sono stato presente pochissimo alla manifestazione, vuoi per gli esami, vuoi per altre cose. Cercherò comunque di riportare correttamente quello che ho visto insieme a quello che mi hanno raccontato. Qui ci sono le mie foto.
I primi quattro giorni sono stati fenomenali, mi hanno raccontato, c’era sempre tantissima gente e tutti si divertivano moltissimo. Poi però martedì 7 è successo il fattaccio. Per un caso di incredibile ottusità non è stato rovinato solo il festival, ma anche gli organizzatori stessi hanno cominciato a dubitare seriamente se valga davvero la pena organizzare questi eventi a Livorno. Alessandro dei Biokill ci ha tenuto a precisarmi che il tutto non è stato organizzato per gli headliner serali, ma proprio per quei gruppi che non hanno spazio né voce, ma che se lo meritano.
I giorni successivi al sequestro del palco sono stati un inferno: tecnici e rodie hanno lavorato per ore sotto il sole per montare alla belle e meglio l’ultimo piccolo palco che gli era rimasto, il palco 3, e numerosissimi sono stati i problemi tecnici che hanno afflitto l’impianto. Come potrebbe sentirsi secondo voi uno a cui era stato promesso di suonare su un vero palco e invece gli capita ingiustamente il povero palco 3?
Eppure i gruppi non si sono lamentati. Tale è la loro “fame” che gli sarebbe andato bene qualsiasi cosa. Questo certa gente non l’ha ancora capito.
Parlando d’altro, c’è stata una piccola novità negli eventi: la gara di cosplay. La partecipazione è stata numerosa e sentita, e alcuni cosplay erano davvero impressionanti, come questo. I partecipanti hanno avuto la fortuna di esibirsi sull’appena riaperto palco 1 (quello più grande), ma sono stati buttati fuori prima della premiazione per far preparare la scena al concerto di Bobo Rondelli, e le premiazioni le hanno fatte sul palco 3.
Il festival si è concluso con l’amaro in bocca, e non c’è la sicurezza che ci sarà un altro Livorno Rock Village l’anno prossimo.






